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Mariologia

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La petizione per una nuova definizione dogmatica in ambito mariano fu avviata nel 1915 dal Cardinale belga Mercier. Questi chiedeva che venisse definita Maria quale “Mediatrice universale”. Nel 1921, la S. Sede concesse la festa liturgica di Maria “Mediatrice di tutte le grazie”. La supplica per un nuovo dogma mariano si è rafforzata in seguito alle apparizioni mariane di Amsterdam (1945-1959), in cui si chiede di definire Maria come “Corredentrice, Mediatrice e Avvocata”. Un nuovo dogma mariano è possibile perché la dottrina definibile appartiene alla Rivelazione di Dio. La Chiesa crede, e il Magistero lo ho reiterato a più riprese, che Maria ha cooperato in modo singolare alla nostra Redenzione, che è Mediatrice di tutte le grazie e la nostra Avvocata, cioè Colei che con la sua preghiera intercede a nostro favore. Un nuovo dogma mariano sarebbe oltretutto convenientissimo: restituirebbe alla Chiesa il suo carisma più proprio di insegnare infallibilmente la fede e potrebbe segnare così l’inizio del trionfo del Cuore Immacolato, riversando su tutti i fedeli un torrente di grazia.

Buona visione!

Catechesi di P. Serafino M. Lanzetta, tenuta a Radio Buon Consiglio il 18 maggio 2020.

Recentemente si è riaccesa la disputa circa la convenienza o meno della consacrazione a Maria, a cui si preferisce in gran lunga affidamento. Quando avviene questo cambio di rotta? A partire dal 1960, quando alcuni teologi gesuiti ritennero che consacrazione implicasse sempre un atto di latria e che quindi dovesse essere riservata solo a Dio. A Maria ci si poteva consacrare – come attestato dai secoli precedenti – ma solo in modo lato e improprio. Giovanni Paolo II con l’enciclica Redemptoris Mater in qualche modo renderà ufficiale il neologismo “affidamento” che prenderà così il sopravvento su consacrazione. In realtà, il vero problema che soggiace a questa variazione ha 3 radici: a) la perdita post-conciliare del concetto metafisico di analogia e di partecipazione; b) il problema della Corredenzione e c) l’abbandono della teologia del sacrificio che dà sostanza a consacrazione, cioè all’essere sacrificati esclusivamente a Dio per mezzo di Maria. Affidamento è una perdita non un guadagno.

Buona visione!

Serafino M. Lanzetta, Semper Virgo. La Verginità di Maria come forma, Casa Mariana Editrice, Frigento 2019.

Ascolta l’audio-presentazione del libro:

Siamo preda di un amorfismo contagioso che diluisce i misteri della fede nel flusso del tutt’uguale. Abbiamo perso la forma, cioè quel principio che determina l’essenza di una cosa e che la specifica distinguendola da tutte le altre. L’invito ad essere perfetti è rivolto a tutti, però abbiamo dimenticato che c’è una gerarchia negli stati di vita del cristiano. Così il matrimonio e la vita consacrata, livellati per invitare tutti alla santità, versano entrambi in una crisi profonda. Crisi che non risparmia neppure il celibato, soggetto ormai alle trasformazioni epicuree del tempo. La soluzione è Maria Vergine. La sua perpetua verginità è la forma originaria che ha plasmato Cristo e in Lui ogni cristiano e ogni vocazione cristiana.

In vendita in tutte le librerie e sui negozi on-line.

Serafino M. Lanzetta, Fatima un appello al cuore della Chiesa. Teologia della storia e spiritualità oblativa, Casa Mariana Editrice, Frigento 2017.

Ascolta l’audio-presentazione del libro:

L’evento-Fatima ha segnato l’inizio di un cammino rinnovato per tutta la Chiesa: la Bianca Signora, venuta dal Cielo a parlarci attraverso i tre umili Pastorelli, ha ridetto al XX secolo e all’uomo di oggi la verità del Vangelo di sempre, ma con una particolarità, calandola nella storia. Gli eventi soprannaturali – riconosciuti tali dall’approvazione della Chiesa – hanno confermato i fatti storici e la storia è stata letta dalla Vergine stessa alla luce di Dio.

Nel maggio 2010 il Santo Padre Benedetto XVI si recò a Fatima, allargando ulteriormente gli orizzonti spirituali del Messaggio di Fatima. Si opinava, infatti, che con la rivelazione della terza parte del Segreto – avvenuta nel 2000 – la profezia di Fatima fosse ormai conclusa. Il Santo Padre Benedetto XVI, invece, ha affermato che Fatima è un messaggio ancora aperto, una profezia che deve ancora realizzarsi completamente. La Madonna di Fatima chiede la consacrazione al suo Cuore Immacolato come rifugio per salvare noi e tutte le anime dalla morte eterna.

In vendita in tutte le librerie e sui negozi on-line.

Serafino M. Lanzetta, Secundum Cor Mariae. Esercizi spirituali ai sacerdoti, Cantagalli, Siena 2019.

Ascolta l’audio-presentazione del libro:

Questo libro è il frutto di un corso di Esercizi Spirituali che padre Serafino Lanzetta ha predicato ai sacerdoti, presso la Casa di Esercizi dei PP. Passionisti, a Roma.

Un itinerario spirituale alla riscoperta della grandezza del dono del sacerdozio e delle inestimabili ricchezze che esso riversa su chi compie la scelta di essere sacerdote, non solo in virtù del sacramento ricevuto, ma anche e soprattutto con tutta l’esistenza trasfigurata da questo mistero.

In una parola: desiderare di avere il Cuore di Maria per accogliere il Cuore sacerdotale di Gesù, farlo proprio e così essere pienamente suoi. Desiderare di essere secundum Cor Mariae per essere pienamente secundum Cor Iesu.

In vendita in tutte le librerie e sui negozi on-line.

The shepherds were given a “sign” by the Angel in order to know that the Saviour, Christ the Lord, was born. “You shall find the Infant wrapped in swaddling clothes who lays in a manger” (Lk 2:12), said the Angel. The Evangelist says also that when the shepherds arrived to Bethlehem found “Mary and Joseph and the Infant laying in the manger” (Lk 2:16). Only seeing through the presence of Mary and Joseph the revelation of the Baby becomes clear. The shepherds ‘saw’ first of all the virginity of Mary and the way Joseph was adoring the Baby. Then they were able to understand the sign and adore themselves Jesus the Lord.

Listen to Fr Serafino M. Lanzetta’s podcast on this topic:

By Fr Serafino M. Lanzetta

The key-concept to explain the mystery of the Immaculate Conception is fittingness. To it authors have made reference, even centuries before the dogma was proclaimed in 1854 by Bl. Pius IX. It is well known how Duns Scotus was able to prove his arguments in favour of the Immaculate Conception during his public debate at the Sorbonne University, summarizing it this way: “potuit, decuit ergo fecit”; God could make his Mother Immaculate, it was fitting and so did He. Fittingness is the bond that unites possibility to actuality. Because it was supremely convenient that a woman was exempted from original sin in order to become the Mother of the Saviour, God granted Her such a privilege.

Fittingness is linked with God’s goodness and love. In His providential plan of salvation for mankind, the Father foresaw in Christ – to be incarnate even if Adam had not sinned, says the Franciscan School, since Christ is not dependent on Adam’s sin but on the Father’s love for us as the first born of all creation – the existence of a Lady who had to be made ever pure, all holy, to be the worth dwelling place of God on earth. The convenience that such a privilege could enrich Our Lady is understandable because ultimately God’s love is poured out over all creation and over all men. If God had not wanted to save mankind, He would not have even created it, and if He had not wanted to send His Son to be incarnate in the fullness of time, He would not have made all things that were made. All has been planned and created in view of Christ. Together with Him and immediately after Him there is Our Lady, the Immaculate Conception.

Beside this fittingness there is also another important concept to consider: Our Lady’s freedom from sin. Here we come to the very core of the mystery. If She is free from original sin and from actual sin, therefore Her freedom is perfect. However, in considering this perfection of freedom – Her Yes to God, several objections might easily be raised. Our Lady may easily be seen as a person in whom everything is to happen as it turned out. Hence, in Her there would be no place for true freedom. For us freedom is above all choosing what we hold as good. Our Lady seems not to have had this freedom, then She would no longer be a creature, but what Catholics love to do, a sort of “divine creature”. But central here is the question: what is then freedom?

For us mortal creatures, freedom is normally the capacity of doing something, of choosing what we wish to have, etc. Some examples to simplify. Freedom is for instance to choose how many sugars I want in my tea, or the fact that I must have a wireless connection everywhere I go, although recent studies say that people start to panic when there isn’t any. Not always this only way to understand freedom is healthy. More than considering freedom as the power of, we should consider freedom as being free from something, the liberty from coercion in order to exercise my freedom. This is first of all an interior freedom, especially from sin and disordered passions that drive a person away from the right path of freedom. Jesus says clearly in the Gospel that the one who “commits sin is the servant of sin” (cf. John 8:34).

With the “freedom from” there is also another aspect of freedom to consider – its purpose in being free. This is a “freedom for”. Only if we are free to act when nothing is constraining us (spiritual or material), we are able to choose. “Freedom for” is not only the capacity to choose a cup of tea or a cup of coffee – the indeterminacy of my will – but the ability to choose what is the good that morally can enhance my life. “Freedom for” is the completion of my freedom in choosing good and rejecting evil. This is also the responsibility of my being free. My freedom can never harm another person, but has necessarily to meet the needs of my neighbour or those of the community or society in which I live. Freedom can never be capricious, but it is rather a responsibility for the good of many, all those people that my freedom encounters.

In order to understand more Our Lady’s perfect freedom, we can propose two questions:
a) Was Our Lady free in responding to the Angel at the moment of the Annunciation? We would definitely say yes.
b) But, was Our Lady free to say no to the Angel? Here we normally would also answer yes, because in our human experience of freedom, Our Lady could say also “no” in order to be truly free. This is because we forget the “freedom from” and generally understand freedom only as a “freedom for”, or better a “freedom of” doing or choosing. To say yes to God is freedom in full. Outside this freedom for good and for God there is no true freedom but its indeterminacy.

Let us ask this again: can a person be truly free renouncing good, saying no to God, the supreme good? A sinful person can say also no to God – this is our daily experience. But Our Lady is the Immaculate Conception. In Her there is of course the possibility to choose, but in no way She could choose against God. At the Annunciation, She had already made a great choice: She preferred virginity – a superior and grater good in relation to marriage – to even becoming the Mother of the Saviour, if that was meant to happen in an ordinary way. Only once reassured by the Angel that the conception of the Messiah would be virginal, She pronounced her Fiat to God (cf. Lk 1:30-38). Her whole being is a ‘Yes’ to God. She was created to make our own freedom true and lasting by setting for us an admirable example of being truly free in God. She is that Eden that was never violated by man’s sin and disobedience.

We should admit that in looking at Our Blessed Mother we are sometimes caught up in jealousy. We have lost the gift to use our freedom properly, while Mary has kept it by God’s unique grace. More than the problem of mediation – that in a protestant context would exclude radically Mary from holding a privileged role beside Christ, being one with Him in our Redemption – the rejection of Mary and Mariology seems to lie in a diabolic jealousy of Her perfect freedom. The response of Luther was the denial of freedom us such. Dreaming of a lost paradisiac condition, without accepting the remedy offered to us by the Redeemer, leads us to engage a battle against God and His Masterpiece of freedom, the Immaculate Conception.

Yet, in Mary’s perfect freedom, God shows us what He intended to make when the world was created. Despite Adam’s sin, God has won in Mary: his creation is inviolate, immaculate. In Mary we know what we were meant to be and what we can become. In Her, God gave us the sign of what will be at the end of time, when the whole creation will be delivered from corruption and will shine immaculate as a Bride ready for the Bridegroom. Our Lady is indeed a sign of God’s goodness and love.

The Book of a Marian Conference, held at Buckfast Abbey on 12-13 October 2017, during the Centenary of Our Lady of Fatima, has now been published. The book, edited by Fr Serafino Lanzetta, collect the essays of important scholars, such as Fr Manfred Hauke, Roberto de Mattei, Fr Thomas Crean, Dr Caroline Farey, Fr John Hunwicke, and others.

The key-note speech was given by His Eminence Card. Raymond Burke.

What follows is part of the Presentation by Fr S. Lanzetta:
In 2017 the Church was particularly blessed for the celebration of the Centenary of the Fatima apparitions. The ‘White Lady’ came to speak – from May to October 1917 on the thirteenth of each month – to three little shepherds, Lucia, Francisco and Jacinta. The last two were canonised last 13th May by Pope Francis, while the process for the canonization of Lucia is progressing. Of all the private revelations approved by the Church, Fatima is one of particular significance give its theological vision of history. Our Lady not only delivered a supernatural message – a call to penance and prayer for rescuing sinners from eternal perdition in hell, but also foretold what would happen if her call were unheeded. As a celestial appeal, Fatima is not something belonging to the past, but a prophecy for the Church today.

It is extremely interesting to revisit what Pope Benedict XVI said at Fatima in his homily during the Mass on 13th May 2010, which sounded to many like a ‘correction’ of what he had previously said as a Prefect of the Congregation for the Faith, when, in giving the official theological explication of the third part of the Secret (revealed in the year 2000), he declared that the vision of a city half in ruins with corpses of bishops, priests, religious and lay people laying on the ground was something referred to the great persecution of the Church in the 20th century. Therefore, something already accomplished. As a pope, Benedict put forth a new scenario stating:

“We would be mistaken to think that Fatima’s prophetic mission is complete. […] In sacred Scripture we often find that God seeks righteous men and women in order to save the city of man and he does the same here, in Fatima, when Our Lady asks: ‘Do you want to offer yourselves to God, to endure all the sufferings which he will send you, in an act of reparation for the sins by which he is offended and of supplication for the conversion of sinners?’ (Memoirs of Sister Lúcia, I, 162)”.

Fatima tells us that it is God who guides the course of history; his Divine Providence leads all events to a salvific end, though the personal judgement is different: eternal happiness for those who accept to do God’s Will, but perdition for those who freely choose to reject God and remain in the state of mortal sin. The history of mankind is not a place where conflicting human interests and powers of all kinds meet and fight each other, but the place of human events guided by God’s love. If He is cast out of society – as it is nowadays – the history can be but a very dark scenario: either the occult strength of a fate will determine the will of men or a pessimistic vision of a collective non-sense will take over and be truly overwhelming. Historical events are not pre-fabricated and unavoidable situations. They can change if man changes in them: if he converts and returns to God with all his heart. This opening of one’s heart to God is the beginning of a change that affects more people and finally the whole society. Penance, conversion and prayer are the means of a true revolution in history and properly what Our Lady asked for…

More in the book that can be purchased on any of the on-line bookstores or by requesting it directly to Casa Mariana Editrice: cme.libri@gmail.com.

Here one can watch all talks recorded by EWTN Great Britain.
And here some photos.

Serafino M. Lanzetta, Secundum Cor Mariae. Esercizi spirituali ai sacerdoti, Cantagalli, Siena 2019, pp. 120, euro 14.

Dall’Introduzione (pp. 8-9):
Entriamo nel Cuore sacerdotale di Gesù, vero Santo dei Santi, dove troviamo accesso non solo in qualità di sacerdoti, ma soprattutto come olocausto d’amore, quando diventiamo noi stessi, con tutta la nostra vita, sacrificio per la Chiesa e per le anime da salvare. È vero, parole come “olocausto”, “sacrificio”, “anime da salvare”, sono divenute alquanto desuete nel nostro vivere quotidiano e perfino nella nostra teologia. Si ha paura, ad esempio, che “sacrificio” ci riporti all’Antico Testamento e all’idea di distruzione della vittima per essere accetta a Dio. La distruzione fa paura un po’ a tutti e per questo facciamo presto a tralasciare un lessico sacerdotale, che, in realtà, ben spiegato con l’ininterrotta Tradizione di fede, è davvero il cuore di tutta la nostra esistenza sacerdotale. Ripercorreremo le tappe del sacerdozio di Cristo e dell’offerta sublime del suo sacrificio per imparare nuovamente cosa significa propriamente essere sacerdoti. Lo faremo facendo tesoro in particolare dell’esegesi di uno dei massimi esperti della Lettera agli Ebrei, il Cardinale Albert Vanhoye, S.J., insignito della berretta cardinalizia da Benedetto XVI per i suoi meriti teologici.

Per Gesù essere sacerdote significa essere diventato lui stesso sacrificio. Solo così il Signore è diventato mediatore di un’alleanza nuova, inaugurata dall’offerta del suo Sangue prezioso. Sangue dell’alleanza e Spirito eterno sono le due direttrici sacerdotali lungo le quali si svolge il ministero salvifico del nostro Redentore. Egli è stato macinato nel frantoio della sua dolorosa Passione, «con forti grida e lacrime» (Eb 5,7), perché accogliendo il suo «Cuore nuovo», il suo Cuore sacerdotale, «reso perfetto» (Eb 5,9) nella sua sofferenza, potessimo avere la vita. Così siamo trasformati a nostra volta e diveniamo sacrificio spirituale (cf. 1Pt 2,5) per il vero «culto spirituale» (Rm 12,1). Siamo pienamente sacerdoti se diveniamo noi stessi in Gesù per mezzo del suo Spirito sacrificio per i fratelli.

In questa economia sacerdotale un posto specialissimo è da esser riservato alla Vergine Maria. Lei in modo unico ha collaborato con Cristo alla nostra rigenerazione soprannaturale. Noi sacerdoti applichiamo alle anime i frutti della salvezza in modo sacramentale nella Redenzione soggettiva. Maria invero ha partecipato – Lei sola – allo stesso farsi della Redenzione, al suo momento oggettivo. Perciò ha posto in essere un’azione sacerdotale che trascende quella della Chiesa, tanto nel ministero sacerdotale quanto nel sacerdozio battesimale o comune.

Dalla IV di copertina:
Questo libro è il frutto di un corso di esercizi spirituali che l’autore ha predicato ai sacerdoti, presso la Casa di Esercizi dei PP. Passionisti, a Roma. Un itinerario spirituale alla riscoperta della grandezza del dono del sacerdozio e delle inestimabili ricchezze che esso riversa su chi compie la scelta di essere sacerdote, non solo in virtù del sacramento ricevuto, ma anche e soprattutto con tutta l’esistenza trasfigurata da questo mistero. In una parola: desiderare di avere il Cuore di Maria per accogliere il Cuore sacerdotale di Gesù, farlo proprio e così essere pienamente suoi. Desiderare di essere secundum Cor Mariae per essere pienamente secundum Cor Iesu.

Il libro è acquistabile su tutti i negozi on-line o in libreria

P. Serafino M. Lanzetta, Semper Virgo. La verginità di Maria come forma, Casa Mariana Editrice, Frigento 2019, pp. 161 (ISBN 978-88-98577-15-6).

La verginità perpetua di Maria è la forma del Cristianesimo. È come «un filo rosso che cuce insieme tutte le maglie della fede cristiana. S’intreccia con il mistero cristologico e per questo fa unità con il dogma centrale della fede, l’incarnazione del Verbo. Al punto che se si nega la verginità di Maria cade sotto la sferza anche l’incarnazione e viceversa», scrive p. Serafino M. Lanzetta nel suo nuovo libro uscito per i tipi della Casa Mariana Editrice.

Il P. Lanzetta con questa nuova pubblicazione riprende e rimodella interamente un suo recente scritto sulla verginità di Maria. Se viviamo in un periodo di amorfismo totale, in cui le cose sono ormai tutte uguali, in cui si rivendica il principio secondo cui tutti possono essere tutto e tutto può diventare tutti (vedi ad esempio le richieste della teoria del gender) questo è perché abbiamo smarrito la ragione che distingue le cose, che coglie in ciascuna la sua forma e perciò la sua identità. Anche in ambito teologico, dice il p. Lanzetta, abbiamo smarrito quella ragione teologica che coglie la forma dei misteri, la loro essenza e quindi la loro ragione specifica. L’abbiamo smarrita quando si è pensato di disfarsi della metafisica e quindi del dogma della fede, visto non più come un presupposto logico per conoscere i misteri, ma come un macigno che impedisce la libertà di ricerca. Il dogma ha iniziato ad evolversi e la ragione si è confusa.

L’autore di Semper Virgo reputa che una delle confusioni centrali in ambito teologico stia nell’aver smarrito la fede nel dogma della sempre-verginità di Maria e con esso la forma della vita cristiana, cioè quella distinzione specifica che vede in modo gerarchico e complementare la vita consacrata, il celibato sacerdotale e la vita matrimoniale. Tutto è uguale e tutti possono essere tutto anche nella Chiesa, al punto però che sia la vita consacrata a Dio che il matrimonio oggigiorno versano entrambi in una situazione deplorevole. Con Amoris laetitia la cosa addirittura si complica: il rapporto more uxorio sarebbe pari al matrimonio che nel post-concilio era già divenuto pari alla verginità.

Maria Vergine può ristabilire l’ordine della fede dando alla vita cristiana la sua forma e solo così si restituisce agli stati di vita del cristiano la loro specificità e il loro giusto posto, senza confusione o egualitarismi. Maria, scrive il p. Lanzetta, è la forma sanctitatis, la forma che con la sua verginità corredentiva struttura intimamente la sponsalità dell’anima con Cristo fino alla suprema testimonianza nel martirio. Verginità e martirio sin dai primi secoli vanno sempre insieme perché hanno in Maria la loro unità e il loro fondamento. Una chiara fede nel dogma della verginità di Maria è l’inizio per una ripresa della Chiesa da una crisi senza precedenti che la stringe come in una morsa.

Il libro è stato prefato dal P. Stefano M. Manelli, Fondatore dei Francescani dell’Immacolata. Questi, in un passaggio illuminante, scrive che è necessario vigilare con ogni premura perché intaccare la verità della verginità di Maria «significa intaccare e compromettere anche altre verità della nostra fede che fanno tutte armonia divina con essa, a cominciare dalla verità sublime del mistero dell’Incarnazione del Verbo nella Vergine Immacolata. Il padre Lanzetta passa in rassegna gli errori antichi e recenti con vigile attenzione per richiamarli puntualmente e intelligentemente alla più netta e misurata interpretazione sempre fedele ai suoi perenni e intoccabili contenuti sia biblici che dommatici, approfondendo, magari, in verticale, i contenuti di più alta ed estesa grazia per noi povere creature sempre bisognose».

La IV di copertina del libro, infine, sintetizza così gli auspici più alti di questa nuova pubblicazione: «Il mistero della verginità di Maria è la garanzia del primato di Dio nel mondo. È la prova che quel Regno portato da Cristo inizia non dalla carne ma dallo spirito – «Dio è spirito» (Gv 4,24) – per nobilitare la carne e portare tutto l’uomo in una dimensione che va oltre, quella del Regno nella sua pienezza, dove Dio sarà «tutto in tutti» (1Cor 12,6). Maria è il grembo verginale nel quale è custodito come in uno scrigno il mistero di Cristo e della Chiesa».

Il libro è disponibile nelle librerie e in tutti i negozi on-line, oppure è acquistabile presso la stessa Casa Mariana Editrice: https://www.casamarianaeditrice.it/prodotto/semper-virgo-la-verginita-di-maria-come-forma/