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Missione

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La svolta antropologica di Rahner mette l’uomo al centro e non più Dio. La grazia è già presente nella natura anche se solo in modo atematico. Tutti perciò sono cristiani anche se non lo sanno. I sacramenti e in particolare il Battesimo sono svuotati del loro potere salvifico nel produrre la grazia. La missione della Chiesa viene affossata: perché fare proseliti, perché evangelizzare e convertire a Cristo se tutti sono già salvi perché cristiani anonimi? La morale diventa un’opzione fondamentale: l’uomo è trascendentalmente sempre aperto verso Dio anche se commette qualche azione che non è proprio corretta; quindi il peccato scompare. L’uomo deve accettarsi per quello che è. La distinzione tra sacro e profano viene eliminata e la liturgia diventa così sciatta e banale. Dio è nel mondo e il mondo è il vero luogo teologico della fede e della Chiesa. Oggi vediamo come su un grande schermo le conseguenze di questa teoria rivoluzionaria e non cattolica.

Buona visione!

Papa Francesco ha voluto che questo mese di ottobre fosse un mese missionario straordinario per festeggiare i 100 anni dalla promulgazione della lettera di Benedetto XV sulle missioni dal titolo Maximum illud. Missione, secondo le parole chiare di Gesù, è andare in tutto il mondo, annunciare il Vangelo ad ogni uomo e fare discepoli del Signore tutte le genti. Eppure, la missionarietà, pur rilanciata nei suoi accenti classici, rischia di fatto di significare tutt’altro. “Missione ad gentes” oggi è andare verso le periferie esistenziali, abbracciare problemi sociali e territori sfruttati, quale quello Amazzonico. “Convertire” significa uscire da se stessi per aprirsi a una nuova comprensione delle culture e dei territori, rigidamente fissi sul dialogo e sull’incontro. Bisogna evitare il proselitismo, cioè di convertire nel senso classico della parola. Perché allora rilanciare la Maximum illud?

Ascolta il podcast di P. Serafino M. Lanzetta: