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Una crisi senza precedenti

di P. Serafino M. Lanzetta    Anno XIII. 2-2018         sez. Commentaria       p. 415-427

In seguito al report del Grand Jury della Pennsylvania (USA), circa i gravissimi casi di abusi sessuali commessi dal clero negli ultimi 70 anni e al caso dell’arcivescovo americano McCarrick, insieme ad altri fatti gravissimi di abusi sessuali ormai diffusi quasi ovunque – in Cile, Honduras, Australia, Germania, Inghilterra, Irlanda –, la Chiesa è stata nuovamente subissata da un’onda limacciosa di immoralità del clero. Ciò che è palese è il fatto che non si tratta solo di pedofilia, ma principalmente di pederastia e per di più di una grave mancanza di vigilanza e di responsabilità da parte dell’episcopato.

 

Il peccato, che da molti era stato bandito dalla predicazione perché qualificante un atteggiamento retrivo, ora è di nuovo (dopo il caso di Boston nel 2002) sobbalzato agli onori della cronaca per la vergogna di tutti. L’arcivescovo Carlo Maria Viganò, in una lunga lettera, ha messo nero su bianco indicando i responsabili di questo malessere morale che ha nell’omosessualità, ormai tacitamente accettata tra il clero, la sua principale causa. Ciò che emerge, tuttavia, è la mancanza di un giudizio oggettivo su queste vicende da parte delle competenti autorità e la mancanza di un’azione capillare per sradicare il male alla radice. Si indica in un generico “clericalismo” la ragione del malessere. Questo male, però, prima di essere morale è di natura dogmatica, riguarda la fede della Chiesa messa in discussione o addirittura negata per motivi ideologici. È il rifiuto della sana dottrina del Vangelo che è all’origine di questo sbandamento morale che affligge tutta la Chiesa.

 

I due articoli che seguono fanno il punto della situazione mostrando le radici della crisi, le quali affondano in un’incertezza dottrinale d’origine che de facto ha dato la stura al rifiuto dell’insegnamento magisteriale sulla contraccezione, preparando l’accettazione equivoca di ogni espressione dell’amore. All’interno della Chiesa ora ci si trova a fare i conti con una visione ideologica che giustifica l’accettazione dell’amore in ogni sua manifestazione – Amoris lætitia giustifica il rapporto sessuale more uxorio facendolo assurgere a fatto normale e necessario per ragioni situazionali – accanto però a un amore sterile, immaturo e per di più omicida delle anime di tante giovani vittime. Non ogni amore è vero, ma solo quello ancorato alla verità del sacramento del Matrimonio, il cui fine principale è la procreazione.

 

1. Alla radice della presente crisi della Chiesa

 

La Santa Madre Chiesa è dinanzi a una crisi senza precedenti in tutta la sua storia. Abusi di ogni tipo, specialmente nella sfera sessuale, sono sempre esistiti tra il clero. Tuttavia, l’epidemia corrente è atipica in ragione dell’intersecarsi di una crisi morale e di una dottrinale, le cui radici sono più profonde del semplice comportamento scorretto di alcuni membri della gerarchia e del clero. Bisogna raschiare la superficie e scavare più in profondità. La confusione dottrinale genera il disordine morale e viceversa; gli abusi sessuali hanno prosperato per tanti anni sotto la copertura della noncuranza, al punto di riuscire a trasformare in modo silenzioso la dottrina relativa alla morale sessuale in un fatto semplicemente anacronistico.

 

Senza dubbio, come ha detto il vescovo Egan di Portsmouth (UK), questa crisi si dipana su tre livelli:

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