PHILOSOPHICA

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L’amore come principio di comunicazione nel bene

Anno XV, 1-2020

Partendo dagli errati presupposti di Thomas Hobbes, l’Autore espone e confuta la presunta antinomia tra egoismo ed altruismo, arrivando alla conclusione che il fatto di essere razionali significa «poter entrare in beni che trascendono l’ordine materiale, l’hic et nunc. Ciò significa che possiamo essere un “uno-molti”: non una semplice unità come lo è Dio, né una molteplicità sempre mutevole come lo sono le cose materiali, ma una pluralità unificata in e tramite l’aderenza a un bene superiore». Soltanto le persone, create a immagine del Dio Trinitario, infatti, «hanno il divino potere di formare una realtà interpersonale, una communio o koinonia che abbraccia e conferisce il senso ultimo alla loro peculiarità, ai loro sé separati». Una tale communio è intrinsecamente spirituale e fondata sui beni spirituali e a essi ordinata.

Dall’“umanesimo integrale” all’“ecologia integrale”. Nascita, successo e fallimento del personalismo cristiano

Anno XIV, 2-2019

«Il personalismo si presenta come il “dogma della modernità”», scrive l’A. Nato in ambito della rivoluzione copernicana della conoscenza, cioè del primato del soggetto sull’oggetto, il Personalismo considera l’uomo sempre come persona, cioè come essere spirituale, dove spiritualità è spesso sinonimo di autocoscienza e autocreazione, come vuole Mounier. Si presuppone anche il pensiero kantiano secondo cui l’uomo è sempre fine e mai mezzo. Questo valore assoluto rende la persona superiore alla verità, al bene, al diritto e all’autorità. La persona si compie nella relazione con l’altro e con Dio. Il vero fine profetico a cui mira il Personalismo è dare vita a una comunità di persone, subordinando però il tutto alla parte, ma anche la parte al tutto. Di qui la sua debolezza.

Le passioni nell’antropologia tommasiana. Confronto critico con Kant

Anno XIV, 2-2019

Questo saggio risponde a una domanda centrale: «Il rapporto tra ragione e passioni è destinato a essere conflittuale, oppure è possibile arrivare a un governo razionale non repressivo, che consenta all’una e alle altre di concorrere alla vita buona dell’essere umano, alla sua piena realizzazione?». Per Kant vi è un’opposizione tra legge morale e inclinazioni alla sensibilità e perciò alle passioni che deriva dalla ragione. La moralità kantiana si realizza solo in opposizione alle inclinazioni sensibili, svalutate radicalmente e svuotate del loro connotato umano. Invece per l’Aquinate le passioni sono un elemento costitutivo dell’agire umano ordinato alla beatitudine in Dio per mezzo delle virtù e dei doni. San Tommaso deriva il concetto di moralità e di dovere dal bonum humanum inteso come pienezza di umanità.

Rivoluzione, ateismo e dissoluzione dell’etica nel marxismo

Anno XIII, 2-2018

A giudizio dell’A. per capire correttamente il pensiero rivoluzionario di Marx è necessario partire dai suoi scritti giovanili, tra cui emerge la sua tesi di laurea. Qui troviamo l’esaltazione della figura mitica di Prometeo, considerato il più grande santo e martire del calendario filosofico. Così si manifestano già le origini hegeliane dell’ateismo