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Commento alle Sentenze

di Autori vari   Anno XIV.  2-2019       sez. Recensiones       p. 251-254

Beato GIOVANNI DUNS SCOTO, Commento alle Sentenze. Ordinatio, libro primo, dist. terza, introduzione, traduzione e note a cura di padre A. M. Apollonio, FI, Casa Mariana Editrice, Frigento 2018.

Giovanni Duns Scoto, OFM († 1308), beatificato solennemente da san Giovanni Paolo II il 20 marzo 1993, è considerato il caposcuola della filosofia e della Teologia francescana, assieme a san Bonaventura da Bagnoregio († 1274). I due dottori Francescani si distinguono per un taglio più mistico del secondo e più speculativo del primo. Tant’è che Giovanni Duns Scoto è universalmente conosciuto come il “Dottor Sottile”, per antonomasia; e lo è a pieno diritto.

 

Morto prematuramente, al­­l’età di 42 anni, ci ha lasciato una mole enorme di scritti, filosofici e teologici, tra i quali spicca per importanza teoretica l’Ordinatio, ossia il Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo, sul quale Duns Scoto stava lavorando da molti anni, in vista di una sua pubblicazione. 

I quattro libri delle Sentenze costituivano la materia basilare comune di tutti i corsi di Teologia nelle università medievali, in tutta Europa. Anche Duns Scoto le aveva più volte commentate, nelle lezioni che aveva tenuto nelle università di Oxford, Cambridge, Parigi e Colonia.

Morì lasciando incompiuta la sua opera maggiore e, tuttavia, conservata con religiosa venerazione dai suoi discepoli, fu subito alacremente riprodotta dagli amanuensi. Nonostante la damnatio memoriæ con relativa condanna al rogo di tutti i suoi scritti – durante il regno di Enrico VIII e per tutti secoli della persecuzione anglicana –, dell’Ordinatio sono arrivati a noi più di 70 codici manoscritti, sparsi in tutta Europa, e una ventina di edizioni, dalla fine del 1400, ai giorni nostri.

L’ultima edizione è quella Vaticana, cominciata dalla Commissione Scotista nel 1950 e portata a compimento nel 2013, per un totale di 14 volumi. Si tratta di un’“edizione critica”, ossia che segue i criteri più rigorosi della critica testuale, con lo scopo di presentare il testo originale di Scoto, purificato da tutte le interpolazioni dei discepoli ed errori dei copisti. Questo spiega il lungo lasso di tempo, 63 anni, richiesto per ultimare l’opera, e il valore scientifico – riconosciuto dai migliori esperti mondiali in materia – del lavoro indefesso della Commissione Scotista. 

Dopo un’introduzione ge­­nerale alla Teologia (vol. 1, Prologo), e dopo aver dimostrato razionalmente l’esistenza di Dio (vol. 2, dd. 1-2), in questo terzo volume dell’Ordinatio, Duns Scoto affronta il problema della conoscibilità di Dio, per noi uomini, viventi nel presente stato di natura decaduta e redenta. 

Presupposta l’esistenza di un qualcosa di reale, è chiaro che altra è conoscenza intuitiva di ciò che vedo davanti a me, altra è la conoscenza astratta di ciò che ho visto in passato, altra è la conoscenza di ciò che spero di vedere nel futuro, altra è la conoscenza di ciò che è, in se stesso, assolutamente impercettibile per qualsiasi senso corporeo. La conoscenza di Dio che abbiamo nello stato presente è di quest’ultimo tipo. Per spiegare che si tratta di vera conoscenza positiva, e non solo negativa, Duns Scoto sviluppa tutta la teoria della conoscenza dove, nei limiti concessi dalla sua convinta adesione al realismo di senso comune, ancor prima che aristotelico – sostanzialmente condiviso con san Tommaso –, presenta dottrine innovative quali: l’univocità logica del concetto di ente, presupposta e non negata l’analogia metafisica; la distinzione formale a parte rei, che approfondisce e spiega più razionalmente «la distinzione logica con fondamento in re»; la cooperazione attiva dell’intelletto con l’oggetto nell’atto intellettivo che spiega, ad un tempo, la sua modalità  intenzionale e la sua passività nei confronti della forma ricevuta totalmente dall’oggetto; la distinzione tra oggetto proprio dell’intelletto – l’ente in quanto ente – e l’oggetto “primo movente” – la quidditas rei materialis, per citare solo le “originalità” più importanti.

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