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PERIODICO ANNO XI.  1-2016

EDITORIALE

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Dalla fondazione a oggi, la nostra rivista di apologetica teologica si è sempre adoperata, con la massima coerenza, per fornire all’opinione pubblica cattolica quegli strumenti razionali che servono a interpretare correttamente gli atti del Magistero, sia solenne che ordinario, e anche a esercitare il necessario discernimento nei riguardi delle diverse ipotesi di interpretazione del dogma che possono essere proposte dai teologi. I contributi del primo tipo possono essere inquadrati nel genere (scientifico, non ideologico) dell’ermeneutica teologica, mentre quelli del secondo tipo appartengono al genere (scientifico anch’esso, e pertanto non ideologico) della critica teologica costruttiva. Siamo convinti che “costruttiva” sia solo quella critica teologica che serva a costruire o ricostruire presso i credenti di oggi il necessario consensus fidei, che non può esserci se non si esercita la funzione essenziale della ragione credente, che è appunto il discernimento in materia di fede. Il discernimento consiste innanzitutto nel saper discernere (ossia, distinguere opportunamente)  

HISTORICA

Il “potere Gelli-P2” tra Servizi & esoterismo (prima parte) 

di Padre Paolo Siano, FI

Nella prima parte di questo studio l’Autore esamina il “potere” del celebre massone aretino Licio Gelli (1919-2015) e della sua Loggia P2 nell’ambito di alcuni Servizi “segreti” italiani tra gli anni ’70 e ’80 del sec. XX. L’esistenza di rapporti tra (alcuni) Massoni & (alcuni ambienti di) Servizi non è certo una “novità” del caso Gelli-P2. Nella prima loggia massonica fiorentina e anglofila (1733-1737), il Maestro Venerabile fu il barone Philip Von Stosch (1691-1757), cittadino inglese e “informatore” a servizio della Corona britannica... Attraverso le testimonianze di validi investigatori della GdF, militari dei Servizi, massoni, Commissione Parlamentare d’Inchiesta, e attraverso la “voce” e gli scritti dello stesso Licio Gelli, padre Siano mostra al lettore dati (a nostro giudizio inoppugnabili) che attestano la realtà 

di P. Serafino M. Lanzetta

L’Autore sottolinea diversi punti problematici riscontrabili in Amoris lætitia al fine di «raggiungere una maggiore chiarezza», come chiesto dal Papa. Quantunque non si prefigga di insegnare una nuova dottrina o di interpretare in modo autorevole quella rivelata e definita, Amoris lætitia stabilisce una serie di “principi apodittici”, inerenti alla dottrina della Fede e della Morale, i quali attestano la volontà del Papa di insegnare in modo autentico. L’Autore esamina un problema-chiave, un’ermeneutica voluta per sé: Amoris lætitia omettendo la citazione completa di Familiaris consortio n. 84 apre intenzionalmente alla domanda circa la continuità con il Magistero precedente e quindi permette interpretazioni plurime, privilegiando un approccio teologico dal mondo e dall’esistenza a Dio. Di qui originano i dubbi circa una pericolosa morale della situazione.

THEOLOGICA

di Don A. M. Morselli

L’Autore esamina in modo critico l’Esortazione Amoris lætitia. Si parte da un dato di fatto: lo stato di dubbio e di confusione che regna tra i fedeli, in ragione delle interpretazioni più disparate e contraddittorie che si danno di questo documento. Dopo aver enucleato i criteri ermeneutici base, l’Autore passa a esaminare i punti problematici dell’Esortazione. Si studiano i passaggi di san Tommaso citati, alla luce di tutto l’insegnamento tomista in materia. Non è difficile riscontrare che il più delle volte il Dottore Angelico è citato fuori contesto; così si fa pure per i passaggi del Catechismo. L’Autore ribadisce con la dottrina della Fede e con il Magistero che non è possibile assolvere e ammettere alla Comunione chi non ha il fermo proposito di emendarsi, elencando in modo schematico le verità di Fede implicate con le relative note.

di Padre Serafino M. Lanzetta

L’Autore recensisce in modo ampio il libro del card. Kasper sulla Misericordia. Un tema centrale è la visione circa il rapporto giustizia-misericordia. Kasper non nasconde un certo fascino per la giustizia perdonante e giustificante, come preferito da Lutero, più che per la giustizia come riequilibrio del bene nella verità. La misericordia sarebbe proprio questa giustizia perdonante, con il rischio però di far ritrarre la giustizia come tale nella misericordia e avere, così, solo la misericordia senza giustizia. Per Kasper la misericordia è «la perfezione dell’essenza di Dio». È facile intravedere qui un grave rischio: se misericordia significa perdono ed essa è in Dio, allora anche Dio ha bisogno di perdonare sé con se stesso? La misericordia è “amore donato” non caritas come essenza divina.

 
 
 
 
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